ad un tratto gli faccio: “Ma è vero che …?” e lui: “vero cosa?”, e io “..che …”, aveva capito perfettamente cosa volessi dire e si divertiva a fare finta di no.
Ormai fermarsi sarebbe stato impossibile e comunque nessuno dei due avrebbe voluto farlo. Sentivo la gonna tesa continuare a salire lentamente scoprendomi ormai in parte i glutei, e le sue mani cercare sempre più pelle; le percepivo passare vicinissime al mio intimo ormai bagnato e caldo
Scruto i tuoi occhi..per cercare di capire, ma il tuo sguardo è indecifrabile.
Resti per un tempo che mi sembra eterno nudo sopra me. Senza profferire una parola continui a fissarmi in un modo che mi raggela il sangue .
L'auto divorava la strada incurante degli autovelox, avevo voglia di arrivare subito, magari prima di pranzo così avrei cercato di fare colazione assieme
Mi allarga piano le pieghe e ci guarda dentro come fanno i bambini con le tane dei grilli.
Uguale.
Dimmelo tu cosa si vede.
Io al massimo posso dirti cosa si sente.
Non so quanto tempo è trascorso. Comincio anche a essere un po’ stanca in quella posizione a gambe e braccia divaricate… Mentre l’Immenso mi libera dai moschettoni e mi libera le braccia “Ora prepariamo la schiava per l’altalena quelli del maxi dildo avanti” ... hanno mollato le corde e con tutto il mio peso mi siedo di colpo sul dildo, lo sfintere cede ....
Mi allargò le cosce e mi sollevò una gamba. Si posizionò a cavalcioni tra di esse, in modo che la sua figa fosse a contatto con la mia e iniziò a strusciarsi. In breve iniziai a strusciarmi anche io.
Ci guardavamo negli occhi mentre gemevamo.
Le mie mani a stringere le sue tette, le sue mani sulle mie enormi tette.
Questa è la nostra Isola" mi dice "e quando sei qui con me sei la mia regina. Qui sei libera di esprimere le tue fantasie, le tue voglie, i tuoi desideri, senza che nessuno ti giudichi
d'improvviso sento il rumore della porta e apro gli occhi giusto in tempo per vedere l'uomo mettersi in piedi, scendere dal gradino e uscire dal bagno turco per andare a farsi una doccia.
Peccato, se non fosse stata solo una fantasia sarebbe stato un ditalino sublime
E' un attimo: finalmente lo sento farsi largo in me spostando il tessuto e divaricandomi dolcemente per entrare. Sono già un lago senza che lui si sia ancora mosso.
È domenica. Alle 8 suona la sveglia, dormivo così bene... già gonfio e duro “Cosa si dice al suo cospetto?” “Buongiorno sommo scettro del piacere” rispondo prontamente. “Brava schiava, vieni qui non ho voglia di alzarmi per andare in bagno…”